La Semina

Tutti gli appassionati coltivatori delle piante grasse non possono rinunciare, per meglio comprendere questo mondo multiforme e multicolore, ad una delle più importanti fasi della coltivazione delle piante grasse: la semina.
Di seguito illustrerò la tecnica di semina da me preferita e, per tutti gli appassionati, suggerirò qualche accorgimento da adottare per far si che questa azione delicata possa dare i frutti sperati.
Sono moltissime le tecniche adottate per seminare e tra queste, personalmente, utilizzo la seguente.
La scelta del contenitore ricade sulle comunissime cassette in polistirolo, generalmente impiegate in pescheria, alle quali pratico numerosi buchi sul fondo.
Quest’azione permetterà all’acqua, una volta poste in immersione, di bagnare uniformemente il terriccio per capillarità mentre, una comune azione di annaffiatura dall’alto potrebbe scoprire i semi, o nella peggiore delle ipotesi, rompere le fragilissime piantine una volta nate.
Per la preparazione del letto di semina, riveste molta importanza la scelta del terriccio. La composizione da me usata è la seguente: torba nella misura del 40% e terriccio di foglie setacciate per il 30%; la restante parte è costituita da lapillo o pomice in modo da creare un buon drenaggio.
Una volta preparato il letto di semina vi cospargo i semi praticando, con una spatola, una leggera pressione per meglio interrarli; a questo punto il contenitore verrà immerso, per metà, in acqua alla quale è stato aggiunto un buon fungicida.

Il tempo di immersione durerà fino a quando la superficie del letto di semina non sarà completamente umida; a questo punto, espongo il contenitore in piena luce, ma non al sole diretto e copro la seminiera con un vetro.
Uno dei fattori che può sin dall’inizio pregiudicare o meno una semina è rappresentato dal potere di germinabilità dei semi. Tutti i semi a seconda della specie, dal periodo di immagazzinamento, dal luogo di immagazzinamento e dai trattamenti subiti possono avere differenti gradi di germinabilità. Una bustina con semi di ottima qualità potrebbe avere una germinabilità del 90% mentre, con semi di scarsa qualità o vecchi può ridursi al 30%. Un altro fattore che può pregiudicare la germinabilità dei semi è rappresentato dalla temperatura ambiente; si passa, infatti, da semi che per germinare richiedono basse temperature (vedi Rebutie 17°-25°) a semi che richiedono temperature più elevate (20°-35°).

Un elemento accomuna tutti i semi: la semina deve avvenire quando la temperatura ambiente è stabilmente al di sopra dei 20° quindi primavera inoltrata. Le nuove nate, per i primi 3 mesi, vengono mantenute costantemente in umido usando sempre appropriati fungicidi, per evitare la comparsa di funghi, e facendo, di tanto in tanto, asciugare il terriccio per qualche giorno.
Trascorsi alcuni mesi le piantine presentano un buon apparato radicale; è questo il periodo in cui comincio ad aggiungere nell’acqua dei concimi specifici in modo da garantire uno certo sviluppo della pianta.
Arrivato l’inverno sospendo lle innaffiature nebulizzando di rado e solo nelle ore calde della giornata. In primavera le ripicchetto e’ da questo momento le giovani piantine avranno le stesse condizioni di coltivazione delle altre piante.