Condizioni di Vendita

Azienda ScarasciaCactus & Succulente.

Condizioni Generali

L’azienda ScarasciaCactus & Succulente opera, da molti anni, nel campo della produzione e vendita di piante grasse e succulente. Tutte le piante offerte nel presente catalogo sono state ottenute mediante semina/innesto e curate in tutte le fasi della loro crescita. Le presenti condizioni sono valide per l’anno 2012 ed annullano le precedenti.

1. Condizioni generali di vendita

Tutte le forniture del vivaio Scarasciacactus & Succulente sono disciplinate dalle seguenti condizioni generali di vendita. Scarasciacactus si riserva il diritto di variare senza alcun preavviso le seguenti condizioni di vendita. Le eventuali nuove regole saranno efficaci dal momento in cui saranno pubblicate in questa sezione e valideranno gli ordini effettuati dal quel momento. Il consumatore è invitato a leggere attentamente le “Condizioni vendita” al momento di validare l’ordine presso Scarasciacactus. Tutti i prezzi indicati sono comprensivi delle Tasse Italiane (IVA); non è previsto alcun costo aggiuntivo (se non l’eventuale costo della spedizione). L’azienda Scarasciacactus non è responsabile per eventuali tasse imposte negli altri Paesi, per la ricezione della merce.

2. Fornitore del servizio

Il fornitore dei prodotti presenti sul catalogo on-line è l’Azienda ScarasciaCactus & Succulente con vivaio sito in Tricase sulla provinciale Montesano-Tricase (Le), P.IVA 03187880756.

3. Garanzia qualità prodotti

Le caratteristiche delle piante sono indicate nel catalogo on-line.
Scarasciacactus & Succulente mette a disposizione dei clienti piante grasse riprodotte, nel proprio vivaio, mediante semina o tecnica dell’innesto. Le cure,assicurate nelle varie fasi della crescita sono garanzia di qualità del prodotto offerto.
Considerato che le piante sono da considerare un bene facilmente deperibile ed inoltre sono estremamente difficili da imballare,il rischio passa al cliente con la spedizione della merce.

4. Proprietà della merce

L’azienda ScarasciaCactus & Succulente resta proprietaria della merce sino all’integrale pagamento del prezzo.

5. Modalità di pagamento

Al momento le modalità di pagamento previste sono:

ITALIA

Pagamento mediante circuito Paypal
PostePay 4023 6004 3328 3571 intestato a Antonio Scarascia

PAESI DELL’UNIONE EUROPEA – EU COUNTRY

Please contact us at +39-333-2238288

email address scarasciacactus(at)gmail.com

5. Modalità di consegna

a) ITALIA.

Tutte le spedizioni in Italia avvengono, salvo accordi diversi, tramite pacco postale. Quelli utilizzati sono:

Paccocelere 3.

Paccocelere 3 fino a 20 Kg viene consegnato entro tre giorni lavorativi, oltre quello di accettazione, sabato e festivi esclusi. Il costo della spedizione incluse le spese di imballaggio è di € 10,00.

Paccocelere 1

Per spedire, in modo veloce, pacchi fino a 20 Kg con consegna a domicilio in 1 giorno lavorativo oltre quello di accettazione, festivi esclusi. Il costo della spedizione incluse le spese di imballaggio è di € 14,00

7. Imballaggio

Considerata l’importanza che l’imballaggio riveste nella spedizione delle piante lo stesso è realizzato con cura ed attenzione. Tutte le piante sono protette singolarmente.
Le piante verranno spedite senza vaso a radice nuda, eliminando il substrato di coltura, e correttamente etichettate. Solo gli esemplari di piccole dimensioni saranno spediti nel proprio vaso.

Vendita Piante

Piante da Collezione

A causa di varietà in continua evoluzione e per i frequenti arrivi dall’estero di novità non siamo in grado di proporvi una lista di piante aggiornata. Pertanto vi consigliamo di segnalarci le vostre richieste via mail otelefonicamente cercheremo di soddisfare le vostre richieste avendo a disposizione 10.000 mq di sole, cactacee e succulente…

chiamateci al telefono:
+39 333 2238288

oppure scrivete una mail:
scarasciacactus(at)gmail.com

Prima di procedere con gli acquisti siete pregati di leggere le condizioni di vendita

Giardini Rocciosi

Avere segreti da raccontare con passione costituisce l’essenza della nostra singolare avventura imprenditoriale. È come una festa iniziata da anni e finita mai più in un sontuoso salone vestito di mille colori: arancio, bianco, rosso, verde-argento. Dove non risuona alcuno spartito, solo il fruscio di quei colori a ondeggiare nell’aria, impenetrabili, più leggeri del nulla.

Come tutte le piante, anche quelle grasse sono oggetto di interesse da parte di appassionati collezionisti, di semplici coltivatori e dei commercianti del settore.
Differenti interessi che spesso hanno un comune denominatore: l’impiego delle piante grasse come piante ornamentali per realizzare splendidi giardini rocciosi consentendo, al tempo stesso, soluzioni e combinazioni variegate ed interessanti.
I giardini rocciosi possono riprodurre esclusivi paesaggi desertici, senza altra vegetazione o particolari accostamenti ad altre piante ornamentali. La decisione di ricorrere al giardino roccioso può avvenire avendo a disposizione spazi ampi oppure limitate porzioni di giardino dando molto spesso, risalto a vecchi muri a secco o a zone rocciose..
Anche se può sembrare scontato, la scelta delle piante grasse spesso non avviene per la loro attitudine a vivere in ambienti difficili o perchè non richiedono particolari cure ed attenzioni ma molto spesso l’attenzione verso questi esemplari è dovuta alla loro maestosità ed imponenza, alla capacità di combinarsi con l’ambiente e la vegetazione circostante .

La realizzazione del giardino roccioso oggigiorno è compito principale di garden esclusivi che hanno fatto di questa attività ornamentale, un vero e proprio business.
Vivai che si avvalgono di personale qualificato e competente quali agronomi, operai del settore e perfino architetti del verde.
Veri e propri designer del verde propongono soluzioni o pregettazioni tramite software che si accostano al colore del pavimento o del tipo di selciato, alla forma dell’aiuola o alle specie di piante presenti.
Si passa dalle soluzioni con zone rocciose dagli esemplari globosi a quelle degli esemplari colonnari, dalle aiuole delle euphorbie a quelle delle cicadacee, dagli esempari di quache decina di euro a quelli rari di migliaia di euro.
Come abbiamo accennato in precedenza la realizzazione del giardino non richiede ampi spazi anzi, accanto al giardino roccioso nel vero senso della parola si va affiancando il costume di destinare una parte del cortile o del balcone alla coltivazione di piante grasse in genere.

Attraverso questa soluzione è possibile accostare piante e vasi di diverse altezze e dimensioni creando delle ambientazioni molto suggestive soprattutto se ogni particolare è curato in dettaglio.
Particolare attenzione può essere rivolta alla scelta del materiale dei vasi andando dalla plastica alla terracotta passando attraverso soluzioni classicheggianti di vasi prestampati.
Qualunque soluzione si adotti si è certi, alla fine, di ammirare uno spettacolo della natura a casa propria, uno spaccato dove la meraviglia affianca molto spesso la convinzione di aver fatto in modo che queste stupende piante abbiano dato bella mostra di se.

La ditta scarasciacactus affianca alla decennale esperienza in campo di coltivazione e collezione di esemplari rari quella della progettazione e realizzazione di giardini rocciosi.

In questa rubrica è possibile ammirare alcune foto degli splenditi giardini rocciosi realizzati dalla ditta scarasciacacus.
Molti degli esemplari proposti, a seconda delle esigenze del cliente, sono visionabili presso il vivaio e vengono da lunghi periodi di acclimatazione in ambienti aperti; un fattore molto importante per la completa riuscita del giardino roccioso.
Per ulteriori informazioni contattare la ditta via email o telefono, ritenendo gradita una visita conoscitiva presso il proprio vivaio.

Gli Innesti

Questa tecnica, definita da molti una tecnica di moltiplicazione, è stata largamente trattata su quasi tutte le riviste specializzate del settore e praticata da moltissimi coltivatori e collezionisti.
Se il fine principale è quello di far attecchire su di una pianta una di specie diversa, della quale si vuole migliorare la resa, è vero anche che negli ultimi anni si è fatto ricorso all’innesto per svariate ragioni.
Due gruppi contrapposti di coltivatori hanno sostenuto per decenni le proprie tesi sul rifiuto o sull’uso intensivo di questa tecnica.
Da un lato c’è chi rifiuta esemplari deformati per via del taglio praticato o che preferisce esemplari con radici proprie; dall’altro chi cerca di “creare” qualcosa di nuovo da vari esperimenti dai nomi bizzarri tipo mega-innesti o addirittura micro-innesti

Tutto ciò ha distolto l’attenzione dal vero motivo per il quale si ricorre all’innesto; vero motivo che ha fatto dell’innesto l’unica tecnica possibile per coltivare talune specie di piante.Vediamo dunque quali sono le ragioni per ricorrere a questa tecnica:
salvare la parte sana di una pianta colpita da marciume;
stimolare la crescita di piante lente;
coltivare piante impossibilitate a crescere con radici proprie, vedi esemplari privi di clorofilla;
fornire un robusto apparato radicale a piante sensibili alla marcescenza;
mantenere e propagare piante che presentano delle mutazioni quali le crestate, mostruose e variegate.

La tecnica dell’innesto, puramente artificiale poiché in natura non esiste nulla del genere, consiste nel posizionare una parte di pianta (marza o innesto) su di una pianta di supporto (soggetto) per una delle ragioni sopra riportate.
Il coltivatore che si appresta a praticare questa tecnica deve individuare, oltre alla pianta da innestare, il porta-innesto. Per questo scopo si preferiscono le seguenti specie:
Trichocereus spachianus, T. Pachanoi, Eriocereus Jusberty, Mirtillocactus geometrizans, Echinopsis sp., Pereskiopsis sp. ed altri.
Solitamente viene scelto il porta innesto in base al soggetto, io mi oriento in questo modo: per piante molto giovani cioè inferiori a 5mm di diametro uso Pereskiopsis o Echinopsis , per piante più grandi, mostruose o crestate uso Pachanoi, Spachianus, Eriocereus, Notocactus Leninghausi o Mirtillocactus, per piante come gli Ariocarpus sono molto indicati le Echinopsis sp..
E’ fondamentale, al momento dell’innesto, che la marza ed il porta-innesto siano in fase di sviluppo vegetativo e che non si trovino in una condizione di forte disidratazione.

Il materiale occorrente per praticare l’innesto consiste in una lama disinfettata e molto tagliente, per evitare tagli seghettati, degli elastici o collant.
Si comincia con il praticare, al porta-innesto, un taglio netto sull’apice vegetativo creando la zona di contatto.
Dopo aver preparato la marza la si fa aderire con una leggera pressione, ponendo attenzione a far coincidere quanti più fasci possibili.
Una delle ragioni del successo dell’innesto consiste nell’assicurare e mantenere il contatto tra le due zone. Per le piante più piccole basta una semplice pressione delle dita per qualche secondo mentre, per piante grandi, esistono vari metodi come il cerotto, lo scotch, l’elastico, spine di cactus o un pezzo di collant da donna.
Questo contatto forzato deve essere esercitato per almeno 3 giorni.
Concludo affermando che il fine ultimo è sempre quello di ottenere una pianta affrancata, anche dopo molti anni vissuti su di un porta-innesto.
Adesso è il momento di mettere in pratica questi consigli creando i Vostri primi innesti.

La Semina

Tutti gli appassionati coltivatori delle piante grasse non possono rinunciare, per meglio comprendere questo mondo multiforme e multicolore, ad una delle più importanti fasi della coltivazione delle piante grasse: la semina.
Di seguito illustrerò la tecnica di semina da me preferita e, per tutti gli appassionati, suggerirò qualche accorgimento da adottare per far si che questa azione delicata possa dare i frutti sperati.
Sono moltissime le tecniche adottate per seminare e tra queste, personalmente, utilizzo la seguente.
La scelta del contenitore ricade sulle comunissime cassette in polistirolo, generalmente impiegate in pescheria, alle quali pratico numerosi buchi sul fondo.
Quest’azione permetterà all’acqua, una volta poste in immersione, di bagnare uniformemente il terriccio per capillarità mentre, una comune azione di annaffiatura dall’alto potrebbe scoprire i semi, o nella peggiore delle ipotesi, rompere le fragilissime piantine una volta nate.
Per la preparazione del letto di semina, riveste molta importanza la scelta del terriccio. La composizione da me usata è la seguente: torba nella misura del 40% e terriccio di foglie setacciate per il 30%; la restante parte è costituita da lapillo o pomice in modo da creare un buon drenaggio.
Una volta preparato il letto di semina vi cospargo i semi praticando, con una spatola, una leggera pressione per meglio interrarli; a questo punto il contenitore verrà immerso, per metà, in acqua alla quale è stato aggiunto un buon fungicida.

Il tempo di immersione durerà fino a quando la superficie del letto di semina non sarà completamente umida; a questo punto, espongo il contenitore in piena luce, ma non al sole diretto e copro la seminiera con un vetro.
Uno dei fattori che può sin dall’inizio pregiudicare o meno una semina è rappresentato dal potere di germinabilità dei semi. Tutti i semi a seconda della specie, dal periodo di immagazzinamento, dal luogo di immagazzinamento e dai trattamenti subiti possono avere differenti gradi di germinabilità. Una bustina con semi di ottima qualità potrebbe avere una germinabilità del 90% mentre, con semi di scarsa qualità o vecchi può ridursi al 30%. Un altro fattore che può pregiudicare la germinabilità dei semi è rappresentato dalla temperatura ambiente; si passa, infatti, da semi che per germinare richiedono basse temperature (vedi Rebutie 17°-25°) a semi che richiedono temperature più elevate (20°-35°).

Un elemento accomuna tutti i semi: la semina deve avvenire quando la temperatura ambiente è stabilmente al di sopra dei 20° quindi primavera inoltrata. Le nuove nate, per i primi 3 mesi, vengono mantenute costantemente in umido usando sempre appropriati fungicidi, per evitare la comparsa di funghi, e facendo, di tanto in tanto, asciugare il terriccio per qualche giorno.
Trascorsi alcuni mesi le piantine presentano un buon apparato radicale; è questo il periodo in cui comincio ad aggiungere nell’acqua dei concimi specifici in modo da garantire uno certo sviluppo della pianta.
Arrivato l’inverno sospendo lle innaffiature nebulizzando di rado e solo nelle ore calde della giornata. In primavera le ripicchetto e’ da questo momento le giovani piantine avranno le stesse condizioni di coltivazione delle altre piante.

Caudiciformi

Encephalartos

Cycas

Xantorrea

nome botanico:
Xanthorrhoea

famiglia:
Xanthorrhoeaceae

breve descrizione:
Pianta molto longeva, supera i 900 anni d’età, dal portamento simile a quello delle palme, con le foglie che sembrano dei fili d’erba può raggiungere i 6 metri d’altezza. La sua crescita se coltivata bene è di circa 2 cm all’anno.Il suo tronco è molto scuro ed è simile ad un pezzo di carbone. E’ l’unico superstite del bush australiano, le sue foglie secche sono molto infiammabili. Dopo gli incendi si riduce ad un pezzo di tronco carbonizzato e dopo circa 1 mese comincia a tirare fuori dal centro della pianta le nuove foglioline. Ci sono circa 28 specie di Xanthorrhoea, le più note sono Glauca, Johnsonii, Preissii e Zan blù

periodo di fioritura:
presenta un infiorescenza di colore bianco. Questa in natura avviene in un distino periodo che varia da specie a specie. Solitamente la fioritura viene stimolata dagli incendi perciò si verifica nel periodo dopo l’incendio. In Italia la pianta fiorisce solitamente da Aprile a Luglio.
area di origine: Australia

clima:
tropicale e sub-tropicale

uso:
nelle regioni più fredde vive in appartamento, dove il clima lo consente può essere piantata in piena terra in giardino. In Italia centro meridionale la pianta vive tranquillamente in giardino

ACCORGIMENTO E CURE

esposizione e luminosità: Vive bene solo in ambienti con una luce intensa e diffusa. E’ possibile esporla al sole pieno.
temperatura: Si adatta a climi caldi, infatti, nelle regioni dal clima mite può vivere in esterno. Si consiglia di mantenerlo in ambienti con temperatura superiore a 0°C e di evitare gli sbalzi di temperatura.
substrato: Si utilizza un terriccio drenante. Composta al 60 % di terriccio e 40% di pomice e lapillo vulcanico.
irrigazione: E’ consigliabile lasciare sempre asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra durante il periodo vegetativo che in Italia và da aprile a ottobre.In inverno sospendere totalmente le annaffiature se la pianta vive in interno
concimazione: Utilizzare una volta all’anno( Aprile-Maggio) un concime a cessione programmata 2-3 mesi.
rinvaso: si consiglia di rinvasare la piante ogni 3-4 anni in vasi poco più grandi senza disturbare troppo le radici.
potatura: Non sono necessarie potature.
storia: il nome comune più noto è Black boy, perchè la sua forma può ricordare quella del busto forte di un giovane aborigeno “ ragazzo nero”. Dalla sua resina si ricava della polvere da sparo che è stata usata nella prima guerra mondiale ed anche vernice, lacca,adesivo e negli ultimi anni la usano nel campo pirotecnico
ambiente: Questa speciale pianta vive in zone desertiche. Nei luoghi d’origine le piante sono soggette a continui incendi, che ne bruciano tronchi e foglie. In breve, però le xanthorrhoea si riempiono di nuova vegetazione e tornano ad essere rigogliose. Alcuni esemplari in natura hanno superato i 900 anni di età.

In questo momento il nostro vivaio dispone di un assortimento di varietà e misure di Xanthorrhoe tra i più grossi d’Europa . Le varietà presenti sono la Glauca, Johnsonii, Preissii, Preissii robusta e Zan blu. Abbiamo tronchi singoli e ramificatifino a 3 metri e 50 d’altezza.
Quest’ultima, la Xanthorrhoea Zan Blù è una varietà dalle dimensioni straordinarie, a 1 metro d’altezza presenta un tronco di oltre 45 cm di diametro con delle foglie molto più rigide, quadrangolari e di colore più glauco. Il suo diametro fogliare è di oltre 3 metri. Il suo fiore ha un altezza di oltre 3 metri.
In questa pagina potete vedere alcuni dei nostri esemplari di Xanthorrhoea.

Yucca

Famiglia: Liliaceae (o Agavaceae)

CARATTERISTICHE GENERALI
Il genere Yucca appartiene alla famiglia delle Liliaceae ed è una delle piante d’appartamento più diffuse. Si riconosce facilmente per il suo tronco legnoso che porta alla sommità un ciuffo di foglie.
Il genere Yucca comprende una quarantina di specie originarie delle Indie occidentali e dell’America e in natura possono raggiungere dimensioni ragguardevoli, anche di 15 m mentre nelle nostre case, di solito non superano i due metri.
La Yucca produce dei piccoli fiori riuniti in infiorescenze a pannocchia che crescono su dei lunghi steli che emergono dal centro della pianta.

PRINCIPALI SPECIE
Esistono circa quaranta specie di yucca ma io vi elencherò quelle destinate alla vendita nel del mio vivaio:programmata del genere Nitrophoska. In piena estate non disprezza l’acqua ma se viene lasciata asciutta non risente.

YUCCA ROSTRATA RIGIDA
Anche detta Yucca Rigida ha le stesse caratteristiche della Yucca rostrata con una sostanziale differenza della foglia che è dello stesso colore ma con una rigidità molto accentuata e molto più larga. I metodi di coltivazione rimangono uguali a quelli della Yucca Rostrata.

YUCCA ROSTRATA
La Yucca rostrata è originaria delle zone desertiche del Texas e del Messico, in particolare del deserto del Chihuahuan dove è facilissimo vederla sui pendii e sulle cime rocciose. Ciò che colpisce sono il suo tronco e le sue foglie di colore Glauco. Raggiunge un altezza di 5-6 metri e tra i 180 e 220 cm ramifica .Cresce molto lentamente perciò per ottenere un esemplare di 2 metri sono necessari circa 15 anni se coltivata in piena terra, in vaso è ancora più lenta. Sopravvive al freddo per questo è apprezzata sino al Regno Unito, Olanda e Germania dove prospera sotto la neve senza alcun problema. La Yucca Rostrata ha bisogno di terreno ben drenante, si consiglia il 50% di terra da giardino e torba e il restante 50% di materiale inerte (pomice e lapillo).

CLASSIFICAZIONE BOTANICA

YUCCA THOMPSONIANA
La Yucca thompsoniana è simile alla Yucca rostrata, ma cresce più a nord, soprattutto nel Texas occidentale e di solito nel calcare delle colline tra i 900-1800m. La Yucca thompsoniana rimane inferiore a Yucca rostrata e le foglie sono più rigide, più corte (circa 25-40 cm). In coltivazione le foglie diventano più bluastre e la loro lunghezza aumenta di 60-80 cm. La larghezza varia da 7-12mm. L’ infiorescenza differisce da Yucca rostrata: la pannocchia cresce 30-40 cm in più al di sopra le foglie, rendendo il peduncolo totale fino a 120-150cm , quindi più alto rispetto alle rostrate. Rispetto alla Rostrata ramifica prima e forma dei gruppi di rami , a volte fino a 10-12 rami tutti molto vicini.
Nel nostro vivaio è disponibile sia la yucca thompsoniana da coltivazione con le foglie potate e molto ordinata sia la thompsoniana raccolta in natura con molte ramificazioni con, dal piede del colletto sino alla nuova vegetazione, colma di foglie secche che avvolgono il tronco e lo fanno sembrare immensamente enorme.
I metodi di coltivazione rimangono uguali a quelli delle Yucca Rostrata.

YUCCA QUERETAROENSIS
Yucca queretaroensis è considerato da molti, forse la più bella Yucca ci sia. La pianta è stata descritta per la prima volta nel 1989 da Luca Piña dopo il suo lungo viaggio nel le gole del Rio Extorax, nel bacino del Rio Moctezuma, che si trova nello stato messicano di Queretaro. Nel frattempo questo Yucca ssp. è stato trovato in stato di Hidalgo, a nord-est della città di Zimapan, anche in piccole gole profonde, lungo i fiumi fino a 1000-1300 m.
Questa specie appartiene al gruppo delle rupicolae, insieme con Yucca.rostrata, Yucca thompsoniana e Yucca rigida. La pianta può raggiungere un’altezza di 5 metri e cresce, proprio come le altre specie in questo gruppo, in piccole colonie e, preferibilmente, su ripide colline. Le foglie sono quadrate, di un colore verde brillante, di circa 2 mm di spessore e possono arrivare a 50-60 cm di lunghezza. Quando la Yucca Queretaroensis fiorisce produce uno stelo di circa 60-90 cm di altezza. La fioritura in Italia avviene nei mesi tra aprile e giugno. I fiori sono, come con la maggior parte delle Yucca yucca, color crema. Il tronco è coperto da foglie essiccate morte. Yucca .queretaroensis tollerare basse temperature invernali fino a -15 ° C.
Le tecniche di cultura sono identiche a quelle della Yucca Rostrata.

YUCCA LINEARIFOLIA
Yucca linearifolia è, chiamata anche YUCCA linearis. Ci sono due specie di Y.linearifolia, una forma verde che è molto diffuso e una forma blù . La yucca linearifolia ha la sua origine nel nord-est del Messico, nello stato di Nuevo Leon. Le sue foglie sono flessibili e raggiungono una lunghezza di 30-50 cm di lunghezza e da 3 a 7 mm di larghezza .
La Yucca linearifolia forma un gruppo di 3-5 piccoli tronchi intorno al tronco centrale e può crescere fino a 200-250 cm. La pianta è in grado di sopportare temperature fino a -15 gradi. Inoltre, questa pianta ha alcune qualità uniche che cosa la differenziano da altre specie. Si tratta di una yucca che forme più tronchi alla base che puòessere riprodotta attraverso i tagli di questi nuovi getti.
Le tecniche di cultura sono identiche a quelle della Yucca Rostrata.

YUCCA FILIFERA
Yucca filifera cresce in Messico a nord-est degli Stati di Chihuahua di Nuevo Leon, e da lì al sud degli stati di Hidalgo. In Europa, si possono trovare lungo la Costa Azzurra e in Spagna. Y.filifera non è così resistente al freddo come le rupicole,la sua temperatura minima è di circa -8 ° C, ma in un clima secco può resistere a qualche grado di più.
Yucca filifera può raggiungere altezze di 9 m con un tronco di 1,5 m di larghezza. Le foglie sono verde oliva e da 25 a 60 cm di lunghezza e 1,7-2,5 cm di larghezza con una forte sottolineatura bianca e hanno numerosi filamenti arricciati sui margini.
Come tutti le yucca ama il sole e il terreno ben drenato e può essere coltivata sia in terra che in vaso.

YUCCA CARNEROSANA
Y.carnerosana si trovano in due regioni, che sono molto lontane tra loro. La regione si estende dal Texas verso il Messico e gli Stati Chihuahua Coahuile. L’ altra regione in cui si trova sono gli Stati messicani di Nuevo Leon, San Luis Potosi e Zacatecas .
Yucca carnerosana è un imponente pianta di grandi dimensioni, spesso scambiato per Yucca faxoniana che cresce soprattutto in Texas
. Y.carnerosana può raggiungere fino a 8 m ed è di solito un unico tronco senza alcuna ramificazione di diametro medio di 20-30 cm. Il tronco è marrone scuro con solchi irregolari. Tronchi ramificati sono rari. Le foglie verdi sono da 40 a 70 cm di lunghezza e fino a 7 cm di larghezza. La foglia si presenta con un margine di linea marrone dalla quale pendono dei filamenti bianchi. Yucca Carnerosana resiste al freddo sino a-15 gradi se il clima è secco .
Come tutti le Yucca ama il sole e il terreno ben drenato, le esigenze di coltura sono le stesse delle altre Yucca.

TECNICA COLTURALE
La Yucca è una pianta che ama la luce. ed anche il sole diretto. Infatti nei mesi estivi si avvantaggia se viene portata all’aperto in pieno sole, favorendo in questo modo la fioritura.
Gli intervalli di temperatura che sopportano sono molto ampi: d’estate 25°C purchè abbiamo a disposizione aria fresca, d’inverno fino a 10 °C.
D’estate di avvantaggia di nebulizzazioni alla chioma che creano un ambiente fresco, purchè siano fatte la mattina presto, prima che il sole le arrivi direttamente.

ANNAFFIATURA
La yucca, nei mesi primaverili ed estivi (aprile-ottobre) va annaffiato abbondantemente avendo cura di non far ristagnare l’acqua nel sottovaso. Durante gli altri periodi dell’anno è bene ridurre al minimo le annaffiature, giusto il tanto necessario a non fare seccare del tutto il terriccio.

TIPO DI TERRENO – RINVASO
Si rinvasa ogni anno in primavera utilizzando un buon terriccio a base di torba.
Il rinvaso è importante perchè la pianta mano mano che cresce diventa sempre più pesante e ha pertanto necessità di un vaso sufficientemente grande per sorreggerla. In ogni caso la yucca è una pianta che ama lo spazio per le sue radici. Quando si raggiunge una dimensione del vaso di 50 cm è bene non procedere oltre come dimensioni ma limitarsi, ogni anno, a rimuovere i primi 4-5 cm di terriccio e rinnovarli con del terriccio fresco.

CONCIMAZIONE
Si usa un concime liquido, opportunamente diluito nell’ acqua d’ irrigazione, ogni 30 gg da aprile ad ottobre. Durante i restanti mesi dell’anno le concimazioni vanno sospese.
Per tutte le piante verdi, e quindi anche per la Yucca, vale a dire per quelle piante che sviluppano molte foglie, è preferibile usare concimi che abbiamo un titolo abbastanza elevato in Azoto (N) che favorisce appunto lo sviluppo delle parti verdi. Accertatevi pertanto che oltre ad avere i cosiddetti “macroelementi” quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) e che tra questi l’Azoto sia in “maggiore quantità” che abbia anche i “microelementi” quali il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.
Un consiglio: diminuite leggermente le dosi rispetto a quelle riportate nella confezione.

FIORITURA
La Yucca nel periodo estivo-autunnale produce dei piccoli fiori riuniti in infiorescenze a pannocchia che crescono su dei lunghi steli che emergono dal centro della pianta.
E’ molto raro che fiorisca in apparatamento o comunque nei nostri climi.

POTATURA
Di solito la Yucca non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie che via via disseccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.
Abbiate cura che l’attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.