Xantorrea

nome botanico:
Xanthorrhoea

famiglia:
Xanthorrhoeaceae

breve descrizione:
Pianta molto longeva, supera i 900 anni d’età, dal portamento simile a quello delle palme, con le foglie che sembrano dei fili d’erba può raggiungere i 6 metri d’altezza. La sua crescita se coltivata bene è di circa 2 cm all’anno.Il suo tronco è molto scuro ed è simile ad un pezzo di carbone. E’ l’unico superstite del bush australiano, le sue foglie secche sono molto infiammabili. Dopo gli incendi si riduce ad un pezzo di tronco carbonizzato e dopo circa 1 mese comincia a tirare fuori dal centro della pianta le nuove foglioline. Ci sono circa 28 specie di Xanthorrhoea, le più note sono Glauca, Johnsonii, Preissii e Zan blù

periodo di fioritura:
presenta un infiorescenza di colore bianco. Questa in natura avviene in un distino periodo che varia da specie a specie. Solitamente la fioritura viene stimolata dagli incendi perciò si verifica nel periodo dopo l’incendio. In Italia la pianta fiorisce solitamente da Aprile a Luglio.
area di origine: Australia

clima:
tropicale e sub-tropicale

uso:
nelle regioni più fredde vive in appartamento, dove il clima lo consente può essere piantata in piena terra in giardino. In Italia centro meridionale la pianta vive tranquillamente in giardino

ACCORGIMENTO E CURE

esposizione e luminosità: Vive bene solo in ambienti con una luce intensa e diffusa. E’ possibile esporla al sole pieno.
temperatura: Si adatta a climi caldi, infatti, nelle regioni dal clima mite può vivere in esterno. Si consiglia di mantenerlo in ambienti con temperatura superiore a 0°C e di evitare gli sbalzi di temperatura.
substrato: Si utilizza un terriccio drenante. Composta al 60 % di terriccio e 40% di pomice e lapillo vulcanico.
irrigazione: E’ consigliabile lasciare sempre asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra durante il periodo vegetativo che in Italia và da aprile a ottobre.In inverno sospendere totalmente le annaffiature se la pianta vive in interno
concimazione: Utilizzare una volta all’anno( Aprile-Maggio) un concime a cessione programmata 2-3 mesi.
rinvaso: si consiglia di rinvasare la piante ogni 3-4 anni in vasi poco più grandi senza disturbare troppo le radici.
potatura: Non sono necessarie potature.
storia: il nome comune più noto è Black boy, perchè la sua forma può ricordare quella del busto forte di un giovane aborigeno “ ragazzo nero”. Dalla sua resina si ricava della polvere da sparo che è stata usata nella prima guerra mondiale ed anche vernice, lacca,adesivo e negli ultimi anni la usano nel campo pirotecnico
ambiente: Questa speciale pianta vive in zone desertiche. Nei luoghi d’origine le piante sono soggette a continui incendi, che ne bruciano tronchi e foglie. In breve, però le xanthorrhoea si riempiono di nuova vegetazione e tornano ad essere rigogliose. Alcuni esemplari in natura hanno superato i 900 anni di età.

In questo momento il nostro vivaio dispone di un assortimento di varietà e misure di Xanthorrhoe tra i più grossi d’Europa . Le varietà presenti sono la Glauca, Johnsonii, Preissii, Preissii robusta e Zan blu. Abbiamo tronchi singoli e ramificatifino a 3 metri e 50 d’altezza.
Quest’ultima, la Xanthorrhoea Zan Blù è una varietà dalle dimensioni straordinarie, a 1 metro d’altezza presenta un tronco di oltre 45 cm di diametro con delle foglie molto più rigide, quadrangolari e di colore più glauco. Il suo diametro fogliare è di oltre 3 metri. Il suo fiore ha un altezza di oltre 3 metri.
In questa pagina potete vedere alcuni dei nostri esemplari di Xanthorrhoea.

Yucca

Famiglia: Liliaceae (o Agavaceae)

CARATTERISTICHE GENERALI
Il genere Yucca appartiene alla famiglia delle Liliaceae ed è una delle piante d’appartamento più diffuse. Si riconosce facilmente per il suo tronco legnoso che porta alla sommità un ciuffo di foglie.
Il genere Yucca comprende una quarantina di specie originarie delle Indie occidentali e dell’America e in natura possono raggiungere dimensioni ragguardevoli, anche di 15 m mentre nelle nostre case, di solito non superano i due metri.
La Yucca produce dei piccoli fiori riuniti in infiorescenze a pannocchia che crescono su dei lunghi steli che emergono dal centro della pianta.

PRINCIPALI SPECIE
Esistono circa quaranta specie di yucca ma io vi elencherò quelle destinate alla vendita nel del mio vivaio:programmata del genere Nitrophoska. In piena estate non disprezza l’acqua ma se viene lasciata asciutta non risente.

YUCCA ROSTRATA RIGIDA
Anche detta Yucca Rigida ha le stesse caratteristiche della Yucca rostrata con una sostanziale differenza della foglia che è dello stesso colore ma con una rigidità molto accentuata e molto più larga. I metodi di coltivazione rimangono uguali a quelli della Yucca Rostrata.

YUCCA ROSTRATA
La Yucca rostrata è originaria delle zone desertiche del Texas e del Messico, in particolare del deserto del Chihuahuan dove è facilissimo vederla sui pendii e sulle cime rocciose. Ciò che colpisce sono il suo tronco e le sue foglie di colore Glauco. Raggiunge un altezza di 5-6 metri e tra i 180 e 220 cm ramifica .Cresce molto lentamente perciò per ottenere un esemplare di 2 metri sono necessari circa 15 anni se coltivata in piena terra, in vaso è ancora più lenta. Sopravvive al freddo per questo è apprezzata sino al Regno Unito, Olanda e Germania dove prospera sotto la neve senza alcun problema. La Yucca Rostrata ha bisogno di terreno ben drenante, si consiglia il 50% di terra da giardino e torba e il restante 50% di materiale inerte (pomice e lapillo).

CLASSIFICAZIONE BOTANICA

YUCCA THOMPSONIANA
La Yucca thompsoniana è simile alla Yucca rostrata, ma cresce più a nord, soprattutto nel Texas occidentale e di solito nel calcare delle colline tra i 900-1800m. La Yucca thompsoniana rimane inferiore a Yucca rostrata e le foglie sono più rigide, più corte (circa 25-40 cm). In coltivazione le foglie diventano più bluastre e la loro lunghezza aumenta di 60-80 cm. La larghezza varia da 7-12mm. L’ infiorescenza differisce da Yucca rostrata: la pannocchia cresce 30-40 cm in più al di sopra le foglie, rendendo il peduncolo totale fino a 120-150cm , quindi più alto rispetto alle rostrate. Rispetto alla Rostrata ramifica prima e forma dei gruppi di rami , a volte fino a 10-12 rami tutti molto vicini.
Nel nostro vivaio è disponibile sia la yucca thompsoniana da coltivazione con le foglie potate e molto ordinata sia la thompsoniana raccolta in natura con molte ramificazioni con, dal piede del colletto sino alla nuova vegetazione, colma di foglie secche che avvolgono il tronco e lo fanno sembrare immensamente enorme.
I metodi di coltivazione rimangono uguali a quelli delle Yucca Rostrata.

YUCCA QUERETAROENSIS
Yucca queretaroensis è considerato da molti, forse la più bella Yucca ci sia. La pianta è stata descritta per la prima volta nel 1989 da Luca Piña dopo il suo lungo viaggio nel le gole del Rio Extorax, nel bacino del Rio Moctezuma, che si trova nello stato messicano di Queretaro. Nel frattempo questo Yucca ssp. è stato trovato in stato di Hidalgo, a nord-est della città di Zimapan, anche in piccole gole profonde, lungo i fiumi fino a 1000-1300 m.
Questa specie appartiene al gruppo delle rupicolae, insieme con Yucca.rostrata, Yucca thompsoniana e Yucca rigida. La pianta può raggiungere un’altezza di 5 metri e cresce, proprio come le altre specie in questo gruppo, in piccole colonie e, preferibilmente, su ripide colline. Le foglie sono quadrate, di un colore verde brillante, di circa 2 mm di spessore e possono arrivare a 50-60 cm di lunghezza. Quando la Yucca Queretaroensis fiorisce produce uno stelo di circa 60-90 cm di altezza. La fioritura in Italia avviene nei mesi tra aprile e giugno. I fiori sono, come con la maggior parte delle Yucca yucca, color crema. Il tronco è coperto da foglie essiccate morte. Yucca .queretaroensis tollerare basse temperature invernali fino a -15 ° C.
Le tecniche di cultura sono identiche a quelle della Yucca Rostrata.

YUCCA LINEARIFOLIA
Yucca linearifolia è, chiamata anche YUCCA linearis. Ci sono due specie di Y.linearifolia, una forma verde che è molto diffuso e una forma blù . La yucca linearifolia ha la sua origine nel nord-est del Messico, nello stato di Nuevo Leon. Le sue foglie sono flessibili e raggiungono una lunghezza di 30-50 cm di lunghezza e da 3 a 7 mm di larghezza .
La Yucca linearifolia forma un gruppo di 3-5 piccoli tronchi intorno al tronco centrale e può crescere fino a 200-250 cm. La pianta è in grado di sopportare temperature fino a -15 gradi. Inoltre, questa pianta ha alcune qualità uniche che cosa la differenziano da altre specie. Si tratta di una yucca che forme più tronchi alla base che puòessere riprodotta attraverso i tagli di questi nuovi getti.
Le tecniche di cultura sono identiche a quelle della Yucca Rostrata.

YUCCA FILIFERA
Yucca filifera cresce in Messico a nord-est degli Stati di Chihuahua di Nuevo Leon, e da lì al sud degli stati di Hidalgo. In Europa, si possono trovare lungo la Costa Azzurra e in Spagna. Y.filifera non è così resistente al freddo come le rupicole,la sua temperatura minima è di circa -8 ° C, ma in un clima secco può resistere a qualche grado di più.
Yucca filifera può raggiungere altezze di 9 m con un tronco di 1,5 m di larghezza. Le foglie sono verde oliva e da 25 a 60 cm di lunghezza e 1,7-2,5 cm di larghezza con una forte sottolineatura bianca e hanno numerosi filamenti arricciati sui margini.
Come tutti le yucca ama il sole e il terreno ben drenato e può essere coltivata sia in terra che in vaso.

YUCCA CARNEROSANA
Y.carnerosana si trovano in due regioni, che sono molto lontane tra loro. La regione si estende dal Texas verso il Messico e gli Stati Chihuahua Coahuile. L’ altra regione in cui si trova sono gli Stati messicani di Nuevo Leon, San Luis Potosi e Zacatecas .
Yucca carnerosana è un imponente pianta di grandi dimensioni, spesso scambiato per Yucca faxoniana che cresce soprattutto in Texas
. Y.carnerosana può raggiungere fino a 8 m ed è di solito un unico tronco senza alcuna ramificazione di diametro medio di 20-30 cm. Il tronco è marrone scuro con solchi irregolari. Tronchi ramificati sono rari. Le foglie verdi sono da 40 a 70 cm di lunghezza e fino a 7 cm di larghezza. La foglia si presenta con un margine di linea marrone dalla quale pendono dei filamenti bianchi. Yucca Carnerosana resiste al freddo sino a-15 gradi se il clima è secco .
Come tutti le Yucca ama il sole e il terreno ben drenato, le esigenze di coltura sono le stesse delle altre Yucca.

TECNICA COLTURALE
La Yucca è una pianta che ama la luce. ed anche il sole diretto. Infatti nei mesi estivi si avvantaggia se viene portata all’aperto in pieno sole, favorendo in questo modo la fioritura.
Gli intervalli di temperatura che sopportano sono molto ampi: d’estate 25°C purchè abbiamo a disposizione aria fresca, d’inverno fino a 10 °C.
D’estate di avvantaggia di nebulizzazioni alla chioma che creano un ambiente fresco, purchè siano fatte la mattina presto, prima che il sole le arrivi direttamente.

ANNAFFIATURA
La yucca, nei mesi primaverili ed estivi (aprile-ottobre) va annaffiato abbondantemente avendo cura di non far ristagnare l’acqua nel sottovaso. Durante gli altri periodi dell’anno è bene ridurre al minimo le annaffiature, giusto il tanto necessario a non fare seccare del tutto il terriccio.

TIPO DI TERRENO – RINVASO
Si rinvasa ogni anno in primavera utilizzando un buon terriccio a base di torba.
Il rinvaso è importante perchè la pianta mano mano che cresce diventa sempre più pesante e ha pertanto necessità di un vaso sufficientemente grande per sorreggerla. In ogni caso la yucca è una pianta che ama lo spazio per le sue radici. Quando si raggiunge una dimensione del vaso di 50 cm è bene non procedere oltre come dimensioni ma limitarsi, ogni anno, a rimuovere i primi 4-5 cm di terriccio e rinnovarli con del terriccio fresco.

CONCIMAZIONE
Si usa un concime liquido, opportunamente diluito nell’ acqua d’ irrigazione, ogni 30 gg da aprile ad ottobre. Durante i restanti mesi dell’anno le concimazioni vanno sospese.
Per tutte le piante verdi, e quindi anche per la Yucca, vale a dire per quelle piante che sviluppano molte foglie, è preferibile usare concimi che abbiamo un titolo abbastanza elevato in Azoto (N) che favorisce appunto lo sviluppo delle parti verdi. Accertatevi pertanto che oltre ad avere i cosiddetti “macroelementi” quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) e che tra questi l’Azoto sia in “maggiore quantità” che abbia anche i “microelementi” quali il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.
Un consiglio: diminuite leggermente le dosi rispetto a quelle riportate nella confezione.

FIORITURA
La Yucca nel periodo estivo-autunnale produce dei piccoli fiori riuniti in infiorescenze a pannocchia che crescono su dei lunghi steli che emergono dal centro della pianta.
E’ molto raro che fiorisca in apparatamento o comunque nei nostri climi.

POTATURA
Di solito la Yucca non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie che via via disseccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.
Abbiate cura che l’attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.

Dasylirion L

Dasylirion longissimum – Grande pianta nativa a nord-est del Messico con foglie di color Glauco-verde semi rigide somigliante ad erba di 1 metro di lunghezza. Le foglie sono irradiate simmetricamente su un grande fusto legnoso che cresce lentamente e può raggiungere i 6 -15 metri di altezza. In estate emette dall’ apice vegetativo un lungo fusto che può raggiungere i 3 metri d’altezza. Da metà sino all’apice di questo fusto emette una moltitudine di piccoli fiori bianchi.

E’ una pianta da pieno sole tollerante la siccità e resistente al freddo fino a -5 gradi.

Può vivere sia in un grande vaso che in piena terra in giardino. Và concimata da Aprile a Settembre con concimi a cessione programmata.

Questa pianta è stata da tempo inclusa nella famiglia delle Agavaceae, ma ora nei testi moderni è considerata come Nolinaceae con Nolina e Beaucarnea.

Il nostro vivaio dispone di moltissimi esemplari in vaso con un altezza tronco che varia da 30 cm fino 2 metri.

Grusoni V.S.

Nel genere Echinocactus la pianta che in assoluto riveste maggiore interesse tanto da essere presente in quasi tutte collezioni è l’Echinocactus grusonii (in onore del collezionista tedesco Hermann Gruson).
Il “goden barrel cacti” o “cuscino della suocera” ammirato per le imponenti dimensioni raggiunte in natura e per le numerose coste ricoperte da durissime ed acutissime spine di colore giallo limpido è oggi una delle specie maggiormente minacciate d’estinzione.
Oltre all’indiscriminata raccolta in natura, che finisce per alimentare traffici illegali, si aggiunge il fatto che il luogo naturale d’origine, individuato nello Stato messicano del Queretaro e compreso tra l’altopiano di Vista Hermosa e il canyon che conduce al Rio Moctezuma, è stato devastato dalla costruzione di un invaso artificiale per alimentare una centrale idroelettrica.
I vecchi ed enormi grusoni, che hanno destato stupore ed ammirazione in moltissimi naturalisti e collezionisti, sono ormai solo un lontano ricordo, una vecchia foto su qualche rivista di botanica del passato.
Questa breve introduzione sull’Echinocactus grusoni per introdurre l’esperienza personale sulla varietà Setispinus cv. Scarascia.

“Posseggo 20 Grusoni con dimensioni comprese tra 40 e 65 cm di diametro coltivati all’esterno, in piena terra ed in vaso. Per gli esemplari in vaso molta cura è stata posta nel creare una composta idonea e formata da terreno di campagna nostrano passato al setaccio, letame maturo di almeno 3 anni, setacciato anche questo, il tutto arricchito con un buon terriccio a fibra torbosa e da molto lapillo e pomice vulcanica di media e grossa granulometria.
A volte si sente parlare di Echinocactus grusoni varietà horridus oppure di varietà “intertextus”, il primo con le spine molto pronunciate e lunghe e l’altro con la spina centrale ricurva.
Personalmente non ho mai creduto, pur vedendole, a queste varietà e secondo il mio modesto parere, la differenza è da ricercare nell’esposizione.
Una pianta esposta al sole per l’intera giornata presenterà, senza dubbio, una delle caratteristiche di queste varietà.
Non si può dire la stessa cosa parlando di E. grusoni var. inermis; una pianta dalla spina cortissima, di circa 3-4 mm, il corpo simile a quello del genere base e con una marcata sensibiltà alle intemperie dovuta, appunto, alla mancanza di spine.
Una “nuova” varietà, ancora poco conosciuta, molto apprezzata nel collezionismo è la varietà setispinus cv. Scarascia.

La prima semina, avvenuta nel 2001, vide germinare un buon 90% dei semi per un totale di 1600 piante.
Di queste, un centinaio con la spina normale il resto presentava, differenziandosi dal genere base, una spina molto setolosa, sottilissima, lunga e con tendenza a produrre una maggiore lanosità centrale. Le areole sono piccole e molto feltrose, le spine radiali in numero minore rispetto alle 8-10 che possiede la pianta base.
Attualmente, le piante più grosse che posseggo sono di circa 10 cm di diametro e tutte presentano i tubercoli molto pronunciati e non ancora allineati.

Per me che da anni colleziono, quasi esclusivamente, piante crestate, la gioia più grande fu notare, in una seminiera, piante con proliferazioni trasformatesi, in seguito, in vere e proprie crestature.
Considerato che tutte le seminiere hanno subito lo stesso trattamento preventivo a base di fungicida (Previcur) ed insetticida (Confidor) l’episodio ha lascito intendere che la seminiera fosse stata colpita da un “parassita o virus” che produce questi effetti.
Il 90% dell’intera semina coltivata, allo stato attuale, in dei contenitori alveolari non è stata mai sottoposta a concimazione; il restante 10% della semina è stata picchettata in piena terra, in un tunnel coperto con microfilm e senza nessun riscaldamento invernale, dove cresce rigogliosa vegetando per almeno 9 mesi all’anno.

In piena terra le piccole piante sono state concimate 2 volte: in primavera con “Nitrophosca gold” e nei primi mesi di Settembre con “Nitrophosca spezial”.
La domanda che molti di Voi, a questo punto, vorrebbero rivolgermi è: come è nata questa pianta diversa?, da dove provengono i semi?
I semi e di conseguenza le piante provengono da 14 boccioli che a fine estate del 2000, durante il mio viaggio di nozze sulla Costa Azzurra, mi furono regalati da un anziano signore che possedeva una fantastica tenuta a pochi metri dal mare.
In questa villa, un grande giardino roccioso realizzato a terrazze, partiva dalla casa situata su una collinetta e scendeva giù verso l’entrata principale.
Affascinato da questo meraviglioso giardino mi rivolsi ad un signore intento a potare dei rampicanti e, in uno stentato francese, cercai il permesso di visitarlo.

Dopo aver ammirato stupendi esemplari di Ferocactus, Neobuxbaumie ed altri colonnari, arrivato a pochi passi dall’abitazione, vidi una terrazza realizzata con soli esemplari di Grusoni.
Erano enormi, misuravano sicuramente più di 50 cm di diametro e ve ne erano forse più di 30 esemplari; uno solo, però, catturò immediatamente il mio interesse. Era posto vicino ad un muretto che delimitava la terrazza e, nonostante fosse estate inoltrata, presentava molti boccioli maturi.
Osservandolo con attenzione notai una sostanziale differenza rispetto al genere di base: le spine, dalla base alla punta avevano lo stesso spessore.
Cercai di chiedere la provenienza della pianta e ciò che io e mia moglie riuscimmo a cogliere è che la villa era stata acquistata con quel giardino.
Fu inevitabile, a questo punto, la richiesta di alcuni boccioli ed al cenno di consenso alla raccolta con mia grande gioia mi ritrovai i semi di tutte queste piantine di cui sono tanto fiero.

vivaio

esemplari coltivati in piena terra

Situato tra i grandi olivi del basso salento, nel cuore di una natura incontaminata, Scarasciacactus & Succulente è un vivaio a conduzione familiare di medie dimensioni.
La vantaggiosa posizione geografica che permette di avere lunghi periodi vegetativi (da marzo a fine settembre) facilita la coltivazione, a cielo aperto, di molte specie.
L’obiettivo di questa coltivazione in piena terra, che rispecchia le condizioni naturali di crescita, è di ottenere esemplari vigorosi e ben adattati, pronti ad abbellire i Vostri giardini.

 

esemplari in vaso

Le attività del vivaio Scarascia vanno dalla riproduzione di piante tramite semina alla vendita degli esemplari adulti, dalla realizzazione di giardini rocciosi alla propagazione di esemplari rari, mostruosi e crestati.
Quella della propagazione delle piante crestate e mostruose su innesto è una delle specializzazioni del vivaio Scarascia; il numero di queste specie è di circa 200 esemplari.

 

serra innesti

Differenti serre ospitano le piante nelle diverse fasi della loro crescita; dalla serra attrezzata per accogliere le seminiere a quella della crescita delle piantine negli alveoli a quella del trapianto in piena terra.
Il vivaio, situato sulla provinciale Montesano-Tricase, è aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00. Per evitare spiacevoli inconvenienti si prega di avvisare telefonicamente prima di ogni visita.

 

Scarascia Cactus & Succulente

Benvenuti!

Questo è il nuovo sito di Scarascia Cactus di Tricase (Lecce) in Puglia. Avrete sicuramente notato il nuovo indirizzo web: www.scarasciacactus.com

Tutta la nostra offerta di piante grasse, cactus e succulente, la trovate sfogliando il sito. Consigli, suggerimenti e tips. Coltivando la nostra passione per i Cactus, piante grasse e succulente, abbiamo costruito il vivaio con più di trecento specie proveninete da tutto il mondo. La nostra offerta di pianre grasse, cactus & Succulente spazia dalle rare e introvabili ai piccoli giardini da tenere in casa o sul davanzale.

Il vivaio è situato a Tricase (Lecce), nel caldo Salento, dove i venti umidi del mediterraneo incontrano le propaggini di questo meraviglioso angolo d’Italia.

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