Condizioni di Vendita

Azienda ScarasciaCactus & Succulente.

Condizioni Generali

L’azienda ScarasciaCactus & Succulente opera, da molti anni, nel campo della produzione e vendita di piante grasse e succulente. Tutte le piante offerte nel presente catalogo sono state ottenute mediante semina/innesto e curate in tutte le fasi della loro crescita. Le presenti condizioni sono valide per l’anno 2012 ed annullano le precedenti.

1. Condizioni generali di vendita

Tutte le forniture del vivaio Scarasciacactus & Succulente sono disciplinate dalle seguenti condizioni generali di vendita. Scarasciacactus si riserva il diritto di variare senza alcun preavviso le seguenti condizioni di vendita. Le eventuali nuove regole saranno efficaci dal momento in cui saranno pubblicate in questa sezione e valideranno gli ordini effettuati dal quel momento. Il consumatore è invitato a leggere attentamente le “Condizioni vendita” al momento di validare l’ordine presso Scarasciacactus. Tutti i prezzi indicati sono comprensivi delle Tasse Italiane (IVA); non è previsto alcun costo aggiuntivo (se non l’eventuale costo della spedizione). L’azienda Scarasciacactus non è responsabile per eventuali tasse imposte negli altri Paesi, per la ricezione della merce.

2. Fornitore del servizio

Il fornitore dei prodotti presenti sul catalogo on-line è l’Azienda ScarasciaCactus & Succulente con vivaio sito in Tricase sulla provinciale Montesano-Tricase (Le), P.IVA 03187880756.

3. Garanzia qualità prodotti

Le caratteristiche delle piante sono indicate nel catalogo on-line.
Scarasciacactus & Succulente mette a disposizione dei clienti piante grasse riprodotte, nel proprio vivaio, mediante semina o tecnica dell’innesto. Le cure,assicurate nelle varie fasi della crescita sono garanzia di qualità del prodotto offerto.
Considerato che le piante sono da considerare un bene facilmente deperibile ed inoltre sono estremamente difficili da imballare,il rischio passa al cliente con la spedizione della merce.

4. Proprietà della merce

L’azienda ScarasciaCactus & Succulente resta proprietaria della merce sino all’integrale pagamento del prezzo.

5. Modalità di pagamento

Al momento le modalità di pagamento previste sono:

ITALIA

Pagamento mediante circuito Paypal
PostePay 4023 6004 3328 3571 intestato a Antonio Scarascia

PAESI DELL’UNIONE EUROPEA – EU COUNTRY

Please contact us at +39-333-2238288

email address scarasciacactus(at)gmail.com

5. Modalità di consegna

a) ITALIA.

Tutte le spedizioni in Italia avvengono, salvo accordi diversi, tramite pacco postale. Quelli utilizzati sono:

Paccocelere 3.

Paccocelere 3 fino a 20 Kg viene consegnato entro tre giorni lavorativi, oltre quello di accettazione, sabato e festivi esclusi. Il costo della spedizione incluse le spese di imballaggio è di € 10,00.

Paccocelere 1

Per spedire, in modo veloce, pacchi fino a 20 Kg con consegna a domicilio in 1 giorno lavorativo oltre quello di accettazione, festivi esclusi. Il costo della spedizione incluse le spese di imballaggio è di € 14,00

7. Imballaggio

Considerata l’importanza che l’imballaggio riveste nella spedizione delle piante lo stesso è realizzato con cura ed attenzione. Tutte le piante sono protette singolarmente.
Le piante verranno spedite senza vaso a radice nuda, eliminando il substrato di coltura, e correttamente etichettate. Solo gli esemplari di piccole dimensioni saranno spediti nel proprio vaso.

Vendita Piante

Piante da Collezione

A causa di varietà in continua evoluzione e per i frequenti arrivi dall’estero di novità non siamo in grado di proporvi una lista di piante aggiornata. Pertanto vi consigliamo di segnalarci le vostre richieste via mail otelefonicamente cercheremo di soddisfare le vostre richieste avendo a disposizione 10.000 mq di sole, cactacee e succulente…

chiamateci al telefono:
+39 333 2238288

oppure scrivete una mail:
scarasciacactus(at)gmail.com

Prima di procedere con gli acquisti siete pregati di leggere le condizioni di vendita

Giardini della Landriana

Mostra Mercato aprile 2010 ai Giardini della Landriana, Ardea (Roma)

Ipomea del Nogombo

 

Mostra Mercato di piante rare ed inconsuete della fascia temperata calda

Maggio 2010 – Parco Idrotermale del Nogombo, Isola d’Ischia (Na)

Giardini Rocciosi

Avere segreti da raccontare con passione costituisce l’essenza della nostra singolare avventura imprenditoriale. È come una festa iniziata da anni e finita mai più in un sontuoso salone vestito di mille colori: arancio, bianco, rosso, verde-argento. Dove non risuona alcuno spartito, solo il fruscio di quei colori a ondeggiare nell’aria, impenetrabili, più leggeri del nulla.

Come tutte le piante, anche quelle grasse sono oggetto di interesse da parte di appassionati collezionisti, di semplici coltivatori e dei commercianti del settore.
Differenti interessi che spesso hanno un comune denominatore: l’impiego delle piante grasse come piante ornamentali per realizzare splendidi giardini rocciosi consentendo, al tempo stesso, soluzioni e combinazioni variegate ed interessanti.
I giardini rocciosi possono riprodurre esclusivi paesaggi desertici, senza altra vegetazione o particolari accostamenti ad altre piante ornamentali. La decisione di ricorrere al giardino roccioso può avvenire avendo a disposizione spazi ampi oppure limitate porzioni di giardino dando molto spesso, risalto a vecchi muri a secco o a zone rocciose..
Anche se può sembrare scontato, la scelta delle piante grasse spesso non avviene per la loro attitudine a vivere in ambienti difficili o perchè non richiedono particolari cure ed attenzioni ma molto spesso l’attenzione verso questi esemplari è dovuta alla loro maestosità ed imponenza, alla capacità di combinarsi con l’ambiente e la vegetazione circostante .

La realizzazione del giardino roccioso oggigiorno è compito principale di garden esclusivi che hanno fatto di questa attività ornamentale, un vero e proprio business.
Vivai che si avvalgono di personale qualificato e competente quali agronomi, operai del settore e perfino architetti del verde.
Veri e propri designer del verde propongono soluzioni o pregettazioni tramite software che si accostano al colore del pavimento o del tipo di selciato, alla forma dell’aiuola o alle specie di piante presenti.
Si passa dalle soluzioni con zone rocciose dagli esemplari globosi a quelle degli esemplari colonnari, dalle aiuole delle euphorbie a quelle delle cicadacee, dagli esempari di quache decina di euro a quelli rari di migliaia di euro.
Come abbiamo accennato in precedenza la realizzazione del giardino non richiede ampi spazi anzi, accanto al giardino roccioso nel vero senso della parola si va affiancando il costume di destinare una parte del cortile o del balcone alla coltivazione di piante grasse in genere.

Attraverso questa soluzione è possibile accostare piante e vasi di diverse altezze e dimensioni creando delle ambientazioni molto suggestive soprattutto se ogni particolare è curato in dettaglio.
Particolare attenzione può essere rivolta alla scelta del materiale dei vasi andando dalla plastica alla terracotta passando attraverso soluzioni classicheggianti di vasi prestampati.
Qualunque soluzione si adotti si è certi, alla fine, di ammirare uno spettacolo della natura a casa propria, uno spaccato dove la meraviglia affianca molto spesso la convinzione di aver fatto in modo che queste stupende piante abbiano dato bella mostra di se.

La ditta scarasciacactus affianca alla decennale esperienza in campo di coltivazione e collezione di esemplari rari quella della progettazione e realizzazione di giardini rocciosi.

In questa rubrica è possibile ammirare alcune foto degli splenditi giardini rocciosi realizzati dalla ditta scarasciacacus.
Molti degli esemplari proposti, a seconda delle esigenze del cliente, sono visionabili presso il vivaio e vengono da lunghi periodi di acclimatazione in ambienti aperti; un fattore molto importante per la completa riuscita del giardino roccioso.
Per ulteriori informazioni contattare la ditta via email o telefono, ritenendo gradita una visita conoscitiva presso il proprio vivaio.

Gli Innesti

Questa tecnica, definita da molti una tecnica di moltiplicazione, è stata largamente trattata su quasi tutte le riviste specializzate del settore e praticata da moltissimi coltivatori e collezionisti.
Se il fine principale è quello di far attecchire su di una pianta una di specie diversa, della quale si vuole migliorare la resa, è vero anche che negli ultimi anni si è fatto ricorso all’innesto per svariate ragioni.
Due gruppi contrapposti di coltivatori hanno sostenuto per decenni le proprie tesi sul rifiuto o sull’uso intensivo di questa tecnica.
Da un lato c’è chi rifiuta esemplari deformati per via del taglio praticato o che preferisce esemplari con radici proprie; dall’altro chi cerca di “creare” qualcosa di nuovo da vari esperimenti dai nomi bizzarri tipo mega-innesti o addirittura micro-innesti

Tutto ciò ha distolto l’attenzione dal vero motivo per il quale si ricorre all’innesto; vero motivo che ha fatto dell’innesto l’unica tecnica possibile per coltivare talune specie di piante.Vediamo dunque quali sono le ragioni per ricorrere a questa tecnica:
salvare la parte sana di una pianta colpita da marciume;
stimolare la crescita di piante lente;
coltivare piante impossibilitate a crescere con radici proprie, vedi esemplari privi di clorofilla;
fornire un robusto apparato radicale a piante sensibili alla marcescenza;
mantenere e propagare piante che presentano delle mutazioni quali le crestate, mostruose e variegate.

La tecnica dell’innesto, puramente artificiale poiché in natura non esiste nulla del genere, consiste nel posizionare una parte di pianta (marza o innesto) su di una pianta di supporto (soggetto) per una delle ragioni sopra riportate.
Il coltivatore che si appresta a praticare questa tecnica deve individuare, oltre alla pianta da innestare, il porta-innesto. Per questo scopo si preferiscono le seguenti specie:
Trichocereus spachianus, T. Pachanoi, Eriocereus Jusberty, Mirtillocactus geometrizans, Echinopsis sp., Pereskiopsis sp. ed altri.
Solitamente viene scelto il porta innesto in base al soggetto, io mi oriento in questo modo: per piante molto giovani cioè inferiori a 5mm di diametro uso Pereskiopsis o Echinopsis , per piante più grandi, mostruose o crestate uso Pachanoi, Spachianus, Eriocereus, Notocactus Leninghausi o Mirtillocactus, per piante come gli Ariocarpus sono molto indicati le Echinopsis sp..
E’ fondamentale, al momento dell’innesto, che la marza ed il porta-innesto siano in fase di sviluppo vegetativo e che non si trovino in una condizione di forte disidratazione.

Il materiale occorrente per praticare l’innesto consiste in una lama disinfettata e molto tagliente, per evitare tagli seghettati, degli elastici o collant.
Si comincia con il praticare, al porta-innesto, un taglio netto sull’apice vegetativo creando la zona di contatto.
Dopo aver preparato la marza la si fa aderire con una leggera pressione, ponendo attenzione a far coincidere quanti più fasci possibili.
Una delle ragioni del successo dell’innesto consiste nell’assicurare e mantenere il contatto tra le due zone. Per le piante più piccole basta una semplice pressione delle dita per qualche secondo mentre, per piante grandi, esistono vari metodi come il cerotto, lo scotch, l’elastico, spine di cactus o un pezzo di collant da donna.
Questo contatto forzato deve essere esercitato per almeno 3 giorni.
Concludo affermando che il fine ultimo è sempre quello di ottenere una pianta affrancata, anche dopo molti anni vissuti su di un porta-innesto.
Adesso è il momento di mettere in pratica questi consigli creando i Vostri primi innesti.

La Semina

Tutti gli appassionati coltivatori delle piante grasse non possono rinunciare, per meglio comprendere questo mondo multiforme e multicolore, ad una delle più importanti fasi della coltivazione delle piante grasse: la semina.
Di seguito illustrerò la tecnica di semina da me preferita e, per tutti gli appassionati, suggerirò qualche accorgimento da adottare per far si che questa azione delicata possa dare i frutti sperati.
Sono moltissime le tecniche adottate per seminare e tra queste, personalmente, utilizzo la seguente.
La scelta del contenitore ricade sulle comunissime cassette in polistirolo, generalmente impiegate in pescheria, alle quali pratico numerosi buchi sul fondo.
Quest’azione permetterà all’acqua, una volta poste in immersione, di bagnare uniformemente il terriccio per capillarità mentre, una comune azione di annaffiatura dall’alto potrebbe scoprire i semi, o nella peggiore delle ipotesi, rompere le fragilissime piantine una volta nate.
Per la preparazione del letto di semina, riveste molta importanza la scelta del terriccio. La composizione da me usata è la seguente: torba nella misura del 40% e terriccio di foglie setacciate per il 30%; la restante parte è costituita da lapillo o pomice in modo da creare un buon drenaggio.
Una volta preparato il letto di semina vi cospargo i semi praticando, con una spatola, una leggera pressione per meglio interrarli; a questo punto il contenitore verrà immerso, per metà, in acqua alla quale è stato aggiunto un buon fungicida.

Il tempo di immersione durerà fino a quando la superficie del letto di semina non sarà completamente umida; a questo punto, espongo il contenitore in piena luce, ma non al sole diretto e copro la seminiera con un vetro.
Uno dei fattori che può sin dall’inizio pregiudicare o meno una semina è rappresentato dal potere di germinabilità dei semi. Tutti i semi a seconda della specie, dal periodo di immagazzinamento, dal luogo di immagazzinamento e dai trattamenti subiti possono avere differenti gradi di germinabilità. Una bustina con semi di ottima qualità potrebbe avere una germinabilità del 90% mentre, con semi di scarsa qualità o vecchi può ridursi al 30%. Un altro fattore che può pregiudicare la germinabilità dei semi è rappresentato dalla temperatura ambiente; si passa, infatti, da semi che per germinare richiedono basse temperature (vedi Rebutie 17°-25°) a semi che richiedono temperature più elevate (20°-35°).

Un elemento accomuna tutti i semi: la semina deve avvenire quando la temperatura ambiente è stabilmente al di sopra dei 20° quindi primavera inoltrata. Le nuove nate, per i primi 3 mesi, vengono mantenute costantemente in umido usando sempre appropriati fungicidi, per evitare la comparsa di funghi, e facendo, di tanto in tanto, asciugare il terriccio per qualche giorno.
Trascorsi alcuni mesi le piantine presentano un buon apparato radicale; è questo il periodo in cui comincio ad aggiungere nell’acqua dei concimi specifici in modo da garantire uno certo sviluppo della pianta.
Arrivato l’inverno sospendo lle innaffiature nebulizzando di rado e solo nelle ore calde della giornata. In primavera le ripicchetto e’ da questo momento le giovani piantine avranno le stesse condizioni di coltivazione delle altre piante.

Caudiciformi

Encephalartos

Cycas